Chi è davvero Dario Boldini
Dario Boldini è un ragazzo carino, alto, dai modi gentili e il sopraffino senso dell'ironia. Questo pensano almeno le decine di fan che ogni giorno si radunano sotto il balcone della sua abitazione, la stessa dai primi vagiti, se non dallo stesso concepimento del Boldini. Eppure negli ultimi anni sembra venir fuori della polvere da sotto il tappeto; non tutto è quel che sembra d'altronde, come ci ricordano i due esperti che nei mesi si sono occupati di indagare nel passato del losco figuro, con il preciso scopo di scoprire cosa si nasconde dietro quel meraviglioso sorriso.

Ecco, la verità è presto venuta a galla. Le fonti interpellate, che nel corso delle indagini hanno a lungo conversato con Matteo ed Edoardo, preferiscono nella fase di pubblicazione conservare l'anonimato. Per comunque mantenere una trasparenza nei confronti del lettore, si tratta di persone che hanno condiviso con il Mostro (così Boldini è noto alle operazioni delle forze dell'ordine) gli anni più importanti per la di lui crescita, al punto che usa chiamarli "mamma" e "papà". Questi riportano di episodi di ira ai limiti del disumano da parte del soggetto, capace in anche pochi istanti di causare il cedimento delle barriere psicologiche di chi lo circonda. Il dottor Strobolini, che lo segue fin dai 6 anni, ha confermato le testimonianze, ammettendo di aver una volta rintracciato nel tessuto nervoso del paziente una strana variazione di concentrazione di steroidi ultrasonici. Questo spiegherebbe senza troppi interrogativi i diversi cedimenti che hanno riguardato Boldini nel corso degli anni scolastici. In particolare durante la terza media, nel 2012, con l'avvicinarsi dell'esame, il Mostro strappava tutti i materiali da prete (poster) delle diverse aule, durante una notte tempestosa, nel corso della quale si era clandestinamente introdotto nell'Istituto di scuola secondaria di primo grado "Bettino Craxi".
Il lettore si chiederà allora cosa gli autori delle indagini, l'inculato e il Pivetti, vogliano dimostrare con tale report. Ecco, non può che sovvenire a chiunque legga il ricordo degli ultimi avvenimenti del capoluogo lombardo. Proprio vicino al corso Buenos Aires infatti diversi manifesti elettorali dei partiti d'opposizione, raffiguranti politici che hanno anch'essi preferito mantenere l'anonimato, che sono poi stati rinvenuti nei paraggi della terza fermata della metro lilla. Non si tratta inoltre dell'unico caso riportato di simili misfatti a Milano, dove nei giorni seguenti l'impianto sportivo "Edoardo Marchetti" (ironicamente intitolato al coraggioso eroe di guerra nato a Pisa, da non confondere con l'autore dell'indagine, nato a Prato e privo di qualsivoglia eroica caratteristica), principale arena di bocce dell'Europa centro-meridionale, ha visto deturpati i loghi delle squadre di casa, ai cui lati è stata puntualmente apposta l'ormai ricorrente croce uncinata capovolta che negli ultimi giorni imperversa nell'intero lombardo-veneto. Sapete, secondo le indiscrezioni fornite da padre Pompeo, confessore del Mostro che ha violato per questioni di ordine pubblico il segreto, chi ha spesso raccontato di avere una passione per tale simbolo - la croce uncinata capovolta - tanto da disegnarlo sui banchi delle aule di catechismo? In seguito alle informazioni fornite, non risulterà difficile al lettore, e ci auguriamo alle non sempre reattive forze dell'ordine, trarre le proprie conclusioni.